Amare

Non si smette di amare. Se é stato vero amore, anche se non lo si sapeva, non si riesce a smettere di essere legati a quel sentimento. A volte capita di non accorgersi di quello che si ha, si scambiano pietre dei brillanti solo per mancanza di coraggio, di tempo. La presunzione, la fretta, l’egoismo sono sempre brutte compagne e fanno apparire dei sassi i diamanti. Poi il tempo passa, i sassi sono diventati diamanti, le pietre dei brillanti ma il fango li ha nascosti. La terra se li ha ripresi ma se per caso un’ onda pulisce la loro superficie, si mostrano. Ed allora si capisce il valore di quel sentimento che non si aveva mai dimenticato. 

©Kanti Fadelli

Ricordi

“La neve, in quegli anni era nostra amica ed anche nemica.”“Nemica?” Chiese Margherita, incredula di un’affermazione così, atipica.
 

“Si perché significava freddo, ed in mancanza di una stufa con cui scaldarsi, ma soprattutto della legna da ardere, l’inverno sembrava non passare mai. Conoscevo alcune famiglie che stavano davvero male in quel periodo dell’anno, si vedevano costrette a rubare la legna per scaldare la propria famiglia.”

“Sei legato molto ai ricordi?” chiese con dolcezza Margherita
, sottendendo la voce tra la curiosità  e delicatezza. 

“Sono molto legato ai ricordi, sono episodi indelebili nella mia vita che mi hanno profondamente segnato. Alcuni persino cambiato, tuttavia ciascuno di questi ricordi mi ha insegnato qualcosa.” 

 – I ricordi… pesanti come macigni, leggeri come farfalle, inconsistenti come arcobaleni, presenti come fiamme della nostra memoria. – pensava segretamente Ettore.

Le strade 

Le strade. 

Circolari, rettilinee, zig-zaganti. Strade che ti fanno fermare, andare, e decidere. Dove andare?! Ti senti perso e fermo in una direzione che non sai, non vuoi. E guardi attorno in cerca di un segnale, mentre l’unica direzione che si deve cercare é quella dentro a se stessi. Una strada personale in cui dossi e fossi segnano il cammino. In cui i passi, lenti e pesanti o veloci quanti leggiadri si susseguono in quell’ unico percorso di cui siamo dotati: la vita. 

Animali erranti 

A volte la notte non si riesce a dormire per i troppi pensieri che confusi vagano senza padrone per la mente. Viaggiano in quella landa desolati e senza compagnia come abbandonati animali erranti. Non trovano quiete nella calma della notte. Durante quei viaggi si diventa sonnambuli in balia dei flussi di pensieri, delle onde anomale dei sensi di colpa, dei vorticosi ricordi che t’immergono e sotterrano senza lasciarti chiudere occhio.
Solo alla fine, le tue resistenze cedono e riesci a riprendere i sogni. Cedi, anima persa, alla stanchezza.                                             ©Kanti Fadelli